La storia

La storia del carnevale bianco

Il 16 agosto è un giorno importante per Cegni perchè si celebra il tradizionale "Carnevale Bianco" che fino al secondo dopoguerra era noto nell'ambito territoriale delle quattro province: Pavia, Alessandria, Genova, Piacenza.

E' il recupero in forma folk di un'antica leggenda: "Il brutto e la Moglie".

La vicenda di un matrimonio difficile da combinare, viene espressa da una danza rituale di origini arcaiche con la quale il "brutto"(un signorotto del paese ricco e brutto) cerca appassionatamente di convicere la giovane bella e renittente che dapprima scappa e poi accetta la proposta.

A matrimonio avvenuto la gioia scoppia e la festa ha inizio con una carambola di danze che coinvolgono il numeroso pubblico: la giga, la monferrina, l'alessandrina, la piana, al suono del piffero accompagnato dalla fisarmonica.

Oggi non sono più solo gli abitanti di Cegni a partecipare al Carnevale, la manifestazione ha ormai raggiunto una notevole popolarità e richiama un folto pubblico interessato non solo alla "mascherata", alla sfilata dei carri agricoli, ai gruppi di ballerini e di suonatori e ai giochi popolari ma anche alle numerose leccornie proposte: salsicce, salami e gustose schitte (focaccine fritte), il tutto innaffiato da buon vino dell'Oltrepo.

Le aie di Cegni vengono allestite con rappresentazioni della cultura rurale con rievocazioni di scene di vita quotidiana in cui si possono osservare le antiche attività artigianali locali e gustare i sapori tipici della cucina locale tradizionale.

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